Fallire è un po’ perdere una parte di noi

8 Ottobre, 2019 0 Di wp_10820765

Fallire è un po’ perdere una parte di noi


Il termine fallimento ingenera in noi una sensazione di malessere, timore di non valere abbastanza e non essere all’altezza. Molto utile in questo contesto è il libro “Il magico potere del fallimento” di Charles Pépin
Ogni volta che affrontiamo il tema successo, è imprescindibile considerare il significato del fallimento. Si tratta di uno spettro che ci perseguita se non comprendiamo che è solo tirarsi indietro e non provare che rappresenta il fallire.
Rivalutare il valore dell’errore e dell’insuccesso in modo efficace e resiliente. Il fatto è che sin dall’infanzia l’educazione che riceviamo ci penalizza e condanna se sbagliamo instillando in noi forti sensi di colpa. Durante il percorso scolastico, gli alunni sono affranti dall’ansia da voto o da risultato sportivo, pressati dalle aspettative familiari o degli allenatori. Al contrario un brutto voto o una performance scarsa possono essere considerati come occasione per autoconoscersi, per approfondire la propria capacità di resilienza, di reazione e soprattutto di consapevole valutazione dei propri margini di miglioramento. L’evoluzione è un processo, è un percorso altalenante dove è necessario fare anche esperienza del fallimento, per poter avere piena conoscenza del suo contrario. La polarità in questo senso non può che essere ‘positiva’ perchè fonte di nuova conoscenza.
Invertendo la prospettiva, i ragazzi potrebbero affrontare il lungo percorso di crescita convertendo lo stress in eustress e migliorando la performance. Gli ostacoli in realtà sono stimolo per sfidare i nostri limiti, accrescere la self confidence cioè la fiducia in sè, manifestando tutte le proprie potenzialità.