La cultura europea

8 Ottobre, 2019 0 Di wp_10820765

LA CULTURA EUROPEA


La mente e il cuore dell’Europa sono sempre più lacerati tra i messaggi Usa e l’influsso che proviene dall’Oriente. Da un lato la bellezza della nostra unicità, l’affermare l’individualità e le proprie caratteristiche peculiari personali. Dall’altro, l’amore per l’unità, il senso di fusione, la tensione verso la connessione totale, l’uno.
L’europa cerca di fondere in tutti i modi questi due straordinari mondi, benchè con profonde contraddizioni. Probabilmente l’unico modo per riuscirci è quello di integrare e fondere il meglio delle due culture che sono affascinanti e straordinarie benchè così agli antipodi nel contempo.
Riuscire a non divenire schizofrenici in questo dualismo culturale è arduo. Siamo combattuti tra il voler affermarci come esseri irripetibili, autentici, originali, ma temiamo frammentazione e divisione.
Ognuno di noi è consapevole che la propria autostima parte dal riconoscimento sociale e soprattutto, a seconda dei risultati ottenuti (in termini accademici o professionali) riceviamo più o meno considerazione, celebrazione,apprezzamento. D’altro canto, affermare esclusivamente la nostra personalità individuale può portarci a essere isolati, soli e sconnessi.
Osservando esternamente questi due assunti, una possibile soluzione è quella di considerare la diversità, quindi l’individualità, come possibilità di esperire diversi sentimenti, emozioni, sensazioni, stati d’animo. L’insieme di queste esperienze ci fa comprendere che tutti i frammenti rappresentati dalla diversità, sono parte integrante di un grande ente interconnesso e unitario. Nell’esperire quindi questi momenti di apparente separazione, attraverso il pensiero inclusivo ci sentiamo tutti appartenenti alla stessa fonte, indirizzati quindi verso questa ri_unione che sta nell’accettazione integrale di ogni parte del tutto. Tale consapevolezza è cruciale all’interno della relazione di coppia poichè il partner viene visto e considerato, quindi amato, in maniera diametralmente opposta. Similmente i genitori acquisiscono una visione più oggettiva, benevola, ma soprattutto unitaria quindi egualitaria dei bambini o ragazzi.
Se nulla ti dà più fastidio o noia sei nel non giudizio. So che è assolutamente arduo ma questa attitudine è l’unica via per la liberazione dal malessere. Da bambina mi davano particolarmente uggia alcuni difetti fisici; negli anni in seguito ho scoperto che si trattava del mio timore, la mia insicurezza che mi facevano pensare che solamente la perfezione materiale, corporea (che naturalmente non appartiene a nessun essere umano) potesse far accettare, socialmente, una persona.Aborrivo cioè ogni imperfezione perchè in me aspiravo alla precisione, alla simmetria, all’armonia fisici. Crescendo, finalmente, ho imparato a vivere più armoniosamente i miei difetti e quelli altrui, vedendoli con profonda benevolenza, data proprio dalla nostra umanità. Non esiste, a livello oggettivo, il bello o il brutto; è un’assurdità, poichè si tratta solamente di una attribuzione di valore (gusto personale) Anzi la bellezza della diversità anche estrema, rende entusiasmante, curioso, godibile questo strano incomprensibile mondo.
Questa consapevolezza ci fa smettere di giudicare e giudicarci, attribuire colpe, iniziando a assumere un attitudine di accoglienza e inclusione nuove.
Un altro caposaldo, strettamente ancorato a questo assunto è il ricordo che non siamo immortali. Anzichè considerare drammaticamente questa verità, possiamo viverla in modo rivoluzionario, assaporando e non sprecando nemmeno un istante. Ciò significa sfrondare il superfluo,non perdere tempo e energie in conflitti (sempre inutili).
L’adagio classico se resisti persisti ti fa infatti uscire dal flow, mentre restare inseriti nel flusso armonioso dell’esistenza, ce la fa apprezzare e godere a piene mani.