Sport

IL COUNSELOR SPORTIVO


Si tratta di una figura professionale chiave di supporto in ambito sportivo, nel senso che affianca l’atleta, che prima di tutto è una persona/ un essere umano con tutte le prerogative ed istanze che tipicamente lo definiscono , nell’affrontare le innumerevoli sfide che si profilano sia nell’ambito specifico delle competizioni ma anche nelle differenti sfere quali il rapporto in famiglia, lo studio o il lavoro e il mondo relazionale in senso ampio.
Nella nostra multisfaccettata società, il giovane sportivo spesso si ritrova solo a affrontare forti tensioni derivanti dalla necessità di performare al meglio, dalle innumerevoli richieste e istanze che derivano dal contesto sociale, in tutte le sue gradazioni. Il counselor psicobiologico è un esperto delle relazione d’aiuto che rappresenta un trait d’union tra atleta, allenatore ( o responsabile tecnico), ambito familiare e relazionale, nonchè contesto scolastico e lavorativo. Questo perchè intesse un rapporto empatico, di ascolto attivo (non direttivo), scevro da giudizio,ma con approccio positivo ossia ottimistico e fiducioso (comprovato dagli studi di Maslow): nel counseling psicobiologico il soggetto è condotto a riscoprire dentro di sè tutte le sue potenzialità, nella maniera più autonoma possibile, identificando i punti di forza per inquadrare una reale autoefficacia o self efficacy (come dettagliatamete spiegata da Bandura). Tale approccio mira alla reale autodeterminazione dell’individuo che possiede già in sè (in potenza) tutte le potenzialità e le prerogative per ritrovare la sua omeostasi. Significa qui, riconfermare la teoria secondo la quale (Gestalt) il soggetto intrinsecamente può attivare (attraverso il supporto del consulente/formatore al benessere) le sue capacità di riequilibrio, di guarigione o selfhealing in senso ampio, in virtù dell’elan vitale ossia della forza innata che tende alla migliore considzione psicofisica. Questo significa che dal punto di vista filogenetico ed ontogenetico, ogni soggetto, condivide universalmente l’abilità di autoconsapevolezza e quindi di assunzione di responsabilità nel senso della propria salute e miglior condizione fisica e psicologica.
Attraverso molteplici tecniche il counselor porta l’individuo a riconoscere e gestire al meglio le sue emozioni: dapprima si approfondiscono le diverse modalità del rilassamento e della respirazione, si passa all’apprendimento e attuazione dell’imagery o visualizzazione consolidando un efficace goal setting e ritrovando magari una motivazione concreta che possa indurre l’atleta a sviluppare lo stato di flow, sapientemente descritto da M. Csikszentmihaly, quindi della condizione di perfetto equilibrio e rendimento in cui il risultato avviene un modo spontaneo, con il miglior balance tra sforzo e performance.

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